Un’eclissi di sole, oltre ad essere un evento astronomico imperdibile, è soprattutto un’emozione rara. Margherita Hack, la celebre astrofisica italiana, riferendosi all’eclissi solare del 15 febbraio 1961 che la vide sul Monte Conero con altri colleghi a studiare il fenomeno, ne fece un racconto evocativo, di un’alba limpida e fresca, con gli ulivi sulle pendici del monte e gli uccelli che salutavano il sorgere del sole, per poi, al suo culmine, ammutolire pochi minuti dopo. Si fece un grande silenzio, interrotto solo da qualche ululato di cani spaventati. Ebbe fine nel giro di quattro minuti e tutto tornò alla normalità. Capace quindi di emozionare anche un’astrofisica autorevole come lei.
Le eclissi nella storia
I significati attribuiti allora erano per lo più scaramantici o vere e proprie superstizioni: da presagi di sventura, quali foriere di guerre, carestie, epidemie o morte di sovrani, a gesti degli dèi che oscuravano il sole come segno d’ira o disapprovazione. Nell’antica Cina, ad esempio, un’eclissi poteva essere vista come il segnale che il sovrano aveva perso il favore del cielo mentre in alcune tradizioni si credeva che creature mitiche come draghi o altri esseri soprannaturali mangiassero temporaneamente il sole. Con significato positivo, rappresentava un momento sacro, di passaggio, rinnovamento o contatto con il divino.
Con il tempo, soprattutto grazie agli astronomi dell’antichità, si iniziò a capire che le eclissi erano fenomeni naturali prevedibili.
L’eclissi
Le Zone di totalità dell’eclissi (100%)
L’eclissi sarà totale sopra l’Artico, la Groenlandia, l’Islanda, l’Oceano Atlantico, la Spagna settentrionale e l’estremo nord-est del Portogallo. Il percorso passerà da est a ovest dalla Russia alla Groenlandia, poi sulla Spagna settentrionale dalla costa atlantica a quella mediterranea e alle isole Baleari. La totalità sarà visibile dalle città di La Coruña, Valencia, Saragozza, Palma e Bilbao, ma sia Madrid che Barcellona saranno appena fuori dal percorso. Per l’Islanda sarà la prima eclissi totale visibile dal Paese dal 1954.
Il punto di massima durata sarà al largo dell’Islanda con totalità di 2 minuti e 18 secondi
Zone di eclissi parziale profonda (oltre il 90%):
Un’eclissi parziale coprirà più del 90% del Sole in Irlanda, Gran Bretagna, Portogallo, Francia, Italia, Balcani e Nord Africa, con percentuali minori nel resto d’Europa, Africa occidentale e Nord America settentrionale.
In Italia
Seppur non completa, anche in Italia potremo godere di questo straordinario avvenimento.
Il fenomeno celeste si verificherà a partire dalle 19.30 circa, ora italiana, con il Sole già basso all’orizzonte e prossimo al tramonto. Sarà quindi essenziale studiare attentamente il luogo di osservazione per evitare che il fenomeno celeste sia coperto da ostacoli visivi.
L’oscuramento maggiore si concentrerà nel Nord-Ovest (Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia), diminuendo progressivamente verso Sud non sarà totale ma molto marcato con al tramonto e precisamente:
- Torino: inizio 19:28, massimo 20:21 (93,34%);
- Milano: inizio 19:27, massimo 20:20 (92,32%);
- Trento: inizio 19:26, massimo 20:19 (90,99%);
- Genova: massimo 20:22 (93,60%);
- Ventimiglia: circa 94,8%, tra le migliori zone italiane;
- Parco Nazionale dell’Asinara (Sardegna): fino al 98%, valore massimo per l’Italia
- Napoli: 36-46%;
- Palermo: 24,88%;
- Bari: circa 19%;
- Catanzaro: 8,65%;
Eclissi e pace
Tra i numerosi aneddoti legati alle eclissi, forieri o meno di sventura, scegliamo quella del 585 a.C. che riuscì a fermare una guerra. Durante la battaglia di Halys (oggi Turchia) tra Medi e Lidi, il cielo si oscurò improvvisamente. Secondo Erodoto, i combattenti interpretarono l’eclissi come un segno divino e interruppero la battaglia. L’evento avrebbe contribuito alla pace tra i due popoli… vogliamo utopisticamente credere che questa eclissi, in questo clima teso dove la deriva bellica sembra sempre più inarrestabile, venga letta come segno divino tanto da placare gli animi.
Confidando soprattutto in un cielo sereno.
Media Inaf, il sito dell’Istituto Nazionale di Astrofisica per ulteriori informazioni.




