Quando le bollicine sposano l’arte 

Un successo il progetto "Terra d’Arte" ideato da Col Vetoraz (siamo nel cuore del Cartizze) con la mostra delle sculture lignee dell'artista pordenonese Arianna Gasperina. 

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Un successo il progetto “Terra d’Arte” ideato da Col Vetoraz (siamo nel cuore del Cartizze) con la mostra delle sculture lignee dell’artista pordenonese Arianna Gasperina. 

Quando l’arte sposa le bollicine. Prosegue con successo sulle colline del Cartizze il progetto Terra d’Arte, ideato dall’azienda Col Vetoraz. Il progetto, iniziato lo scorso anno, continua a registrare notevoli riscontri da parte del pubblico in termini di attenzione e gradimento. 

Un matrimonio d’amorosi sensi all’insegna dell’eccellenza, un’esperienza coinvolgente che esalta l’emozione di degustare un calice di briose bollicine Valdobbiadene Docg circondati dai meravigliosi vigneti ubicati sul punto più alto dell’intera denominazione Conegliano Valdobbiadene, proprio di fronte al celebre “Mont del Cartizze”.

Le sculture lignee, di pino cembro, sono esposte nella sala accoglienza

La sala accoglienza dell’azienda trevigiana diventa infatti il posto privilegiato dove, dal mese di dicembre fino a fine marzo, tre sculture scelte tra le opere dell’artista pordenonese Arianna Gasperina, in arte Arya, trovano casa. 

Le creazioni in esposizione, tutte in legno di pino cembro naturale, portano nomi di grande suggestione: “Sono Qui”, “Eccomi” e “Rinascita”.

Ogni scultura è accompagnata da un pensiero di Arianna Gasperina, che esprime, sia a livello scultoreo che di parola, tutta la forza del sentimento e della passione che attraverso queste opere ha voluto comunicare.

 Ne emerge un dialogo costante, intimo e unico con ogni albero utilizzato per scolpire queste creature, in un crescendo espressivo che l’artista ha saputo tradurre nelle seguenti citazioni.

Sono Qui – “Prendi la mia mano, stringila forte non ti perderai, in questa melma dai ricordi bui. Ogni passo ti porterà lontano da tutto questo. Non temere, ascolta il tuo battito, esplora la tua luce interiore seppur fievole. Guarisci, cammina, respira e torna a sorridere io Sono Qui”.

Eccomi – “Non sei solo. È il momento di rialzarsi, di proseguire il cammino senza più guardarsi indietro. Ho grandi ali che proteggono, non temere. Ti avvolgo e ti risollevo.

Rinascita – “Rinascita è un Oltre, un sapersi evolvere, staccandosi da quel tutto che ci pianta a terra le membra senza darci spazio di movimento. Quel tutto che soffoca. Rinascita è dunque un passaggio che ci spoglia dalla vischiosità di questa vuota società, superficiale, per arrivare all’essenza di sé.”

La figura femminile con la sua carica emotiva diventa protagonista

A trovare piena corrispondenza con la filosofia di Col Vetoraz, da sempre attenta all’eccellenza, è il fatto che le creazioni di Arianna Gasperina riescono a esprimere una potente carica emotiva ispirandosi alla figura femminile, raffigurando sia angeli che donne forti, impetuose, avvolgenti e protettive, capaci di sostenere, guidare e salvare.

Una suggestiva immagine della scultrice Arianna Gasperina

Sono tutte realizzate con la materia prima che l’artista predilige, il legno, che viene scolpito al novanta per cento a motosega, per poi definire le figure solo in alcuni punti con l’ausilio di attrezzi come scalpelli e raspe per conferire maggiore finezza, creando un contrasto con le parti grezze in un gioco di pieni e vuoti. 

L’arte di Arianna Gasperina, vissuta come missione di vita, nasce da un forte desiderio di condivisione pura di emozioni e idee che derivano da un lungo processo di ricerca. E’ il suo vivere, la sua casa.

La vendemmia eroica e le pendenze vertiginose dei vigneti di Valdobbiadene

A rafforzare il senso della presenza delle sue opere presso la cantina, quindi, è una serie di elementi comuni a Col Vetoraz, come il filo conduttore dell’elemento naturale e l’alternanza tra spigolosità, quali le pendenze delle “rive” che rendono eroica la vendemmia sul territorio di Valdobbiadene, e le armonie, presenti nelle tipologie di vini che qui trovano origine. 

I tre moschettieri dell’azienda Col Vetoraz- Loris Dall’Acqua, Francesco Miotto e Paolo De Bortoli

Il rispetto, la sensibilità e la cura per la materia sono, così, gli stessi principi che Col Vetoraz adotta nei confronti della terra da cui originano i suoi Valdobbiadene Docg. 

Una terra preziosa coi suoi ritmi ai quali è importante adattarsi, lasciando fare alla Natura evitando forzature. Questi elementi costituiscono la struttura della filosofia di Col Vetoraz, un “fil rouge” che avvicina molto l’universo enologico a quello artistico. Un vino che sappia trasmettere armonia nei profumi ed equilibrio nel gusto con eleganza e mirando sempre all’eccellenza in fondo, può a tutti gli effetti essere considerato un’opera d’arte.

Per questi motivi, il progetto Terra d’Arte ospitato da Col Vetoraz intende alternare nel corso dell’anno artisti affini alla propria filosofia: da aprile, infatti, presso la sala degustazione verranno esposte le opere di Silvia Canton per quattro mesi, seguiranno poi fino alla fine del 2024 quelle di Elena Ortica, in un percorso culturale ricco di suggestioni.

Col Vetoraz Spumanti, storica azienda nel cuore delle colline del Cartizze

Arianna Gasperina mentre sta cesellando questo volto

Situata nel cuore della Docg Valdobbiadene, la cantina Col Vetoraz si trova a 400 metri di altitudine, nel punto più alto dell’omonimo colle, nel cuore delle celebri colline del Cartizze da cui ha origine questo gioiello enoico dell’Alta Marca trevigiana.

 E’ proprio qui che la famiglia Miotto si è insediata nel 1838, sviluppando fin dall’inizio la coltivazione della vite. 

Nel 1993 Francesco Miotto, discendente di questa famiglia, assieme all’agronomo Paolo De Bortoli e all’enologo Loris Dall’Acqua hanno dato vita all’attuale Col Vetoraz, una piccola azienda vitivinicola che ha saputo innovarsi, crescere e raggiungere in 25 anni il vertice della produzione di Valdobbiadene Docg sia in termini quantitativi che qualitativi, con oltre 2 milioni e 200.000 chili di uva Docg vinificata ogni anno per una produzione di 1.250.000 di bottiglie. 

Grande rispetto per la tradizione, amore profondo per il territorio, estrema cura dei vigneti e una scrupolosa metodologia della filiera produttiva e della produzione delle grandi cuvée, hanno consentito negli anni di ottenere vini di eccellenza e risultati lusinghieri ai più prestigiosi concorsi enologici nazionali ed internazionali. Chapeau!

In alto i calici. Prosit. (GIUSEPPE CASAGRANDE)

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