Le tasse sul vino sospese in Inghilterra fino al 2025

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Francia e Germania hanno deciso di fare da sole, forse chi fa da sé da per tre, e hanno messo in campo misure e sostegni per le famiglie e le imprese.

In Italia si oscilla tra un governo svogliato in dismissione a giorni e un nuovo esecutivo del quale si ignorano le competenze.

 

Questa situazione determina un vuoto decisionale assai penalizzante per famiglie e imprese. E soprattutto conferma la palese debolezza di una Unione Europea che appare sempre più disunita.

 

Nel regno ancora unito dove tutto tace dopo la dipartita della regina il nuovo ministro della economia Kwasi Karteng che non sembra proprio di ascendenza british ha introdotto una misura non penalizzante per vini e alcolici.

 

Il lord cancelliere dello scacchiere non gioca ma rilancia con un provvedimento in favore di vini, spumanti, birre, sidro, spiriti e alcolici. Il piano del suo predecessore prevedeva una tassazione in base al grado alcolico definita alcohol by volume.

 

L’isola di Albione ha uno dei regimi fiscali riguardanti gli alcolici più alti al mondo. La riforma dell’ex ministro dell’economia prevedeva che il nuovo sistema di tassazione avrebbe gravato pesantemente sul settore.

 

Più di venti livelli di tassazione e un aumento medio delle imposte del 20 %.

 

Il nuovo cancelliere dello scacchiere ha deciso di modernizzare l’economia british.

Non sappiamo se ci riuscirà. Intanto dopo aver ascoltato la potente WSTA – Wine and Spirit Association inglese introdurrà una misura transitoria valida fino a Febbraio 2025.

 

Questo provvedimento è esteso alla birra alla spina della quale c’è un grande consumo nel regno ancora unito. Quindi la tassazione è congelata ed è previsto un taglio alle tasse di 600 milioni di sterline.

 

L’associazione WINEGB – Wines of Great Britain opera dal 1967 e si è espressa favorevolmente rispetto a questo provvedimento dato che i piccoli produttori possono godere di sgravi fiscali.

 

Malumore invece tra le fila della WSTA – Associazione dei produttori di vini e spiriti che esprime perplessità riguardo la complessità del meccanismo e la corta durata del provvedimento.

 

In Italia l’esecutivo in disarmo non ha volontà di prendersi responsabilità.

 

Il nuovo (?) governo secondo il mio parere non ha le persone competenti per varare provvedimenti efficaci oltre lo scontato scostamento di bilancio.

Intanto le imprese chiudono implementando le schiere dei già troppi disoccupati e aggravando la precaria situazione di alcuni milioni di famiglie.

Umberto Faedi 

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