I nuovi eroi italiani: ristoratori e albergatori

I nuovi eroi italiani: ristoratori e albergatori

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Permettetemi questo titolo e anche questo sfogo, ma per queste 2 categorie, questi ultimi 2 anni non sono stati facili.

Pandemia, Chiusure, regole, restrizioni, perdita di personale, perdita di credibilità settoriale e professionale, sostegni inadeguati.

Green pass, ancora un Natale incerto, e un’ultimo dell’anno caratterizzato dal 59/60% di disdette per quasi un totale

di circa 3.000.000 di annullamenti tra pranzi, cenoni e camere, piovute in una manciata di settimane dicembrine in tutta Italia.

Ed ancora uno spaventoso e irragionevole aumento di costi fissi tra gestione energia, tasse, spazzature.

Aumenti di materie prima fondamentali come farine + 38%, panificazioni +11%, pasta anche + del 33%, e la lista potrebbe andare avanti all’infinito.

Insomma quasi un “Tempesta perfetta”, alla quale la nostra ristorazione e l’hotellerie, fiore all’occhiello della nostra amata penisola, assieme all’agricoltura e alla produzione di vino, devono affrontare ancora una volta.

I nuovi eroi italiani: ristoratori e albergatori

 

Considerando che il turismo enogastronomico vale più dell’ 80 % sulle scelte delle mete turistiche internazionali.

Negli ultimi anni e l’Italia grazie a cultura, territorio e storia

risulta uno dei maggiori territori attrattivi al mondo e sicuramente il paese dover si mangia e si beve meglio.

Salta agli occhi come la politica Italiana nei due governi succeduti non sia riuscita a valutare e tantomeno a prendere seriamente in considerazione il problema di attivare le giuste misure per sostenere e supportare queste due categorie.

Vi ricordo che l’Austria, lo scorso anno, aveva ben rimpinzato gli aiuti a queste attività tanto da evidenziare un divario tra i sostentamenti Austriaci e quelli dei governo italiano.

 

I nuovi eroi italiani: ristoratori e albergatori

 

Notevole (a pochi chilometri di distanza tra confine Austriaco e Italiano a simili strutture sono piovuti l’80% in più di sostegni).

Ci avviamo così ad una nuova visione ed estensione della crisi settoriale che si estenderà a tutto l’indotto produttivo.

Le notizie sono preoccupanti solo a Venezia si parla di 5.000 posti di lavoro che saranno persi nel mese di gennaio nel settore turistico. L’ultima botta di disdette nelle festività appesantisce una situazione che si presentava già difficoltosa a settembre.

Quello che manca nella visione della politica Italiana è proprio il rispetto e la tutela di questi settori.

Una politica nazionale cieca che non sa o non vuole guardare oltre alle manovre sindacali e dei grandi gruppi finanziari come se fosse alla ricerca dell’appiattimento settoriale.

All’omologazione generalizzata e non certamente all’elevazione della capacità imprenditoriale come modello mondiale di etica agricola, produttiva ristorativa e dell’ospitalità.

Mi domando spesso come mai, proprio nella maggioranza dei casi, i nostri politici italiani si possano beare pubblicamente delle eccellenze italiane e allo stesso tempo, essere i primi artefici dello svilimento della nostra ristorazione e della nostra cultura dell’ospitalità.

Concludo con un forte rammarico, quello che ci siano sempre tante chiacchere e zero fatti e nessuno della “filiera politica” in prima linea a difendere la nostra bella Italia, quella che piace, quella del gusto, quella delle cose buone, quella della microdiversità enogastronomica che ci rende unici al mondo.

Maurizio Potocnik

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Nella foto l’editore Maurizio Potocnik e la brigata dei sala del ristorante Veneziano Bistrò de Venice

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