Giornale Online di EnoGastronomia

CAPODANNO CINESE AL BOKOK DI MILANO

Per l'anno del topo, inseriti nel menu due Bao.

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Per festeggiare il Capodanno cinese il  ristorante Bokok di Milano ha deciso di inserire nel suo menu due Bao (tipici paninetti cinesi) speciali che resteranno poi in carta per tutto l’anno del Topo a partire dal 25 gennaio.

1.紫薯包 Zi Shu Bao, un bao con patate viola e polvere dorata. Shu è in cinese il nome topo. Il viola è un colore che porta fortuna ed è sinonimo di nobiltà, dato che era il colore della città proibità ovvero la residenza dell’imperatore (il viola in cinese fa parte del nome della città proibita) e leggenda vuole che se sopra il palazzo reale si vedeva una nuvola viola questa significava l’avvento o la nascita di un grande e potente imperatore. Per cui mangiare il Bao viola porta fortuna e l’oro della polvere dorata porta soldi.

2- 叉烧包 Char Siu Bao, un bao con all’interno pezzettini della golosa spalla di maiale marinata con soia, miele e zenzero e cotta al forno, piatto tra i must eat dello chef Yang. Mangiare carne di maiale vuol dire prendersi ricchezza, non solo denaro ma ogni cosa positiva.

Bokok è un ristorante po’ tea room cantonese, un po’ cafè Hong Kong style dove gustare golosi dim sum, piattini golosi di una cucina cinese e asian fusion che il giovane chef (diplomato a Brera) Michele Yang ed il suo staff realizzano con cura, attenti alla qualità degli ingredienti e alle tecniche di preparazione, secondo ricette della tradizione e con un tocco di creatività inedita in abbinamenti e condimenti. Bokok è anche un po’ biblioteca, con tanti libri in italiano e in cinese disposti sugli scaffali, a disposizione di chiunque voglia dedicare un po’ del suo tempo alla lettura tra un dim sum e un te sostando liberamente nel locale. Una caratteristica di Bokok che nasce dalla volonta del patron Jianjun Zhao di stimolare a leggere i suoi connazionali e non solo, dato che lui non avendone avuto il tempo in gioventù , sente l’esigenza di offrire ad altri un’opportunità in più di accrescere la propria cultura.

Fonte: Ufficio Stampa

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