BILANCIO 2023: CRESCE IL NUMERO DI IMBOTTIGLIAMENTI PER LE DOC COLLI BERICI E VICENZA

Numeri in aumento rispetto al 2022, le denominazioni catturano l’interesse della critica internazionale. Nuovi soci per il Consorzio che raggiunge le 28 aziende totali Numeri in aumento rispetto al 2022, le denominazioni catturano l’interesse della critica internazionale. Nuovi soci per il Consorzio che raggiunge le 28 aziende totali

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Nel 2023 il Consorzio Tutela Vini Colli Berici e Vicenza registra la miglior performance in termini di imbottigliamento degli ultimi 6 anni per i vini dei Colli Berici e degli ultimi 9 anni per quelli del territorio di Vicenza. Per la Doc Colli Berici si contano ad oggi 1.640.000 bottiglie, segnando un importante aumento del 12% rispetto al 2022. Analogamente, i vini della Doc Vicenza registrano il picco massimo dal 2014 con una crescita del 7% rispetto all’anno precedente, una prova tangibile della costante eccellenza produttiva e dell’apprezzamento di queste etichette sul mercato.

Inoltre, il Consorzio accoglie due nuove aziende, portando il totale dei soci a 28, un aumento che sottolinea l’attrattiva delle iniziative messe in atto dalla realtà consortile.

“In un contesto come quello italiano che negli ultimi anni ha presentato alcune sfide, le nostre denominazioni si sono distinte per gli ottimi risultati – dichiara Giovanni Ponchia, direttore del Consorzio Tutela Vini Colli Berici e Vicenza –. È particolarmente gratificante constatare che la nostra buona performance non si limita al contesto nazionale, ma si estende anche all’estero. Il territorio dei Colli Berici e di Vicenza ha catturato l’interesse della critica internazionale, ottenendo punteggi notevoli che testimoniano la qualità dei nostri vini. Un riconoscimento frutto di anni di impegno da parte di tutte le aziende consorziate nella cura dei vigneti, nella vinificazione e nella promozione del nostro patrimonio enologico”.

“L’annata corrente per i nostri viticoltori è stata a tratti difficile, caratterizzata da condizioni climatiche e fitosanitarie complesse che hanno portato a un calo della quantità delle uve pari al 10% – commenta il presidente del Consorzio Silvio Dani –. Tuttavia, notiamo con grande orgoglio come il livello qualitativo rimanga elevato, confermando la straordinaria vocazione del nostro territorio alla viticoltura ed evidenziando la capacità dei nostri soci nell’affrontare le variabili climatiche nella produzione e nella vinificazione delle uve”.

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