Giornale Online di EnoGastronomia

Luigi Bissacco Buongiorno, appello a tutti i miei clienti e non solo……..

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Raccogliamo e pubblichiamo un appello di uno chef che sta passando il momento peggiore della vita lavorativa. Non è solo Luigi Bissacco a subire questa situazione, ovviamente non ne fa una questione di salute, ma lo stato italiano che lo sta beffeggiando dicendo che il suo lavoro non è necessario e per ciò potrebbe anche chiudere o fallire. In Europa ci risulta che alla categoria i soldi sono adeguati alla chiusura, in Italia arrivano la metà del costo delle bollette.

State mettendo noi, come tutti i commercianti, nelle condizioni di dover scegliere tra la salute e la nostra dignità nel dover adempiere a tutti i nostri obblighi. Che sia chiaro a tutti, la pazienza è ai minimi storici.

Siamo stanchi e stufi di dover vedere differenti trattamenti tra singole attività, di vedere la gente ugualmente in giro e noi costretti in casa a dover dare giustificazioni a banche, fornitori, proprietari di locali, commercialisti, enel, eni, acquedotto, inps, inail, tari, irpef, strozzini e chi più ne ha più ne metta!

La cosa peggiore di tutta questa situazione è accorgersi, dopo 30 anni di lavoro, di avere un’attività “non essenziale”, di essere parte di quelle categorie demonizzate come untrici e relegate a pochi, insomma quelli che possono anche chiudere, tanto senza abiti e vestiti non si muore, giusto?

Vorrei tanto capire chi ha deciso se una maglietta sia meno utile di un cacciavite, o un pacchetto di sigarette sia più utile di una pentola, perché qui non si deve vedere la “moralità” delle attività, ma il fatto che tutto ciò è LAVORO, ed è LAVORO PER TUTTI, indipendentemente se sei un lavoratore privato, pubblico, autonomo o una P.IVA, indipendentemente se hai una palestra, un negozio, un supermercato o una ferramenta!

O qui stiamo tutti chiusi, oppure stiamo tutti aperti, perché altrimenti ci stiamo solo prendendo in giro!

I soldi che ci avete stanziato, quel fumo negli occhi che da un anno ci state buttando, credendo di alleviare le nostre sofferenze, non servono a niente se non a fomentare rabbia e frustrazione.

Il 7 Aprile o riaprite le nostre serrande, oppure dovremo farlo autonomamente.

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