Il vino è arte, poesia, musica: è la nostra storia!
Il vino è arte, poesia, musica: è la nostra storia! Il musicista, compositore e Premio Oscar Nicola Piovani in occasione del concerto Jazz & Wine a Montalcino
Il vino è arte, poesia, musica: è la nostra storia!

Il musicista, compositore e Premio Oscar Nicola Piovani in occasione del concerto Jazz & Wine a Montalcino: “Il vino è un elemento importante della nostra civiltà. L’abuso di alcol (una piaga dei nostri giorni) si combatte con un uso saggio e responsabile”.
Il vino è arte, poesia, musica. E’ soprattutto è la storia della nostra civiltà. Poeti, scrittori, personaggi di fama mondiale lo hanno raccontato e esaltato nel corso dei secoli: da Omero a Hemingway, da Platone a Shakespeare, da Dante a Giosuè Carducci, da Pablo Neruda a Eduardo De Filippo. Ma con una raccomandazione: “Dobbiamo farne buon uso” ha confessato Nicola Piovani, musicista, compositore e Premio Oscar in occasione del concerto “Note a Margine” per Jazz & Wine 2025, storica rassegna di Banfi a Montalcino, la città del Brunello.
Nicola Piovani: “A Montalcino il vino ha assunto una forma artistica”

“La tragedia – ha precisato Nicola Piovani al direttore di WineNews, Alessandro Regoli, che lo ha fortemente voluto a Montalcino – sta nella parola abuso, non nella parola alcol. E l’abuso va evitato, ovuque. Oggi ci troviamo a Montalcino – ha aggiunto – dove la viticoltura e la natura trionfano. In più c’è un grande prodotto, che dall’agricoltura diventa quasi arte, perché qui a Montalcino il vino ha assunto una forma artistica. Succede spesso che di fronte alla bellezza – la bellezza della natura, la bellezza dei paesaggi e dei tramonti – io mi blocchi e non scriva più musica.”
Durante il concerto, Nicola Piovani ha espresso parole d’amore per il vino, raccontando, con il pianoforte, le “Note a Margine” della propria vita professionale, con ricordi intimi e divertenti, accompagnato da musicisti d’eccezione, oltre che dalle immagini del fumettista e amico Milo Manara e dai film dei maestri del cinema italiano con i quali ha collaborato: Roberto Benigni, con cui ha vinto l’Oscar grazie alla colonna sonora de “La vita è bella”, ma soprattutto Federico Fellini, i fratelli Taviani, Nanni Moretti e molti altri.
“Godiamoci un buon bicchiere di vino, ma in maniera saggia e responsabile”

“Il vino è un elemento intimamente legato alla nostra civiltà, alla nostra storia e alla nostra civiltà” ha raccontato. “Gli artisti, i poeti che raccontavano l’uomo, non potevano non raccontare anche il vino. Proprio mentre venivo a Montalcino, ho pensato a quanti poeti hanno frequentato ad alto livello il vino. A partire da Omero fino all’ultimo che mi viene in mente, Eduardo De Filippo, ma ce ne sono sicuramente tanti altri. Il vino è un perno della nostra civiltà – ha sottolineato Nicola Piovani – per cui bisogna imparare a farne buon uso. Perché sennò si lascia il campo a chi lotta contro l’abuso di alcol. Ma nell’abuso di alcol la tragedia sta nella parola abuso, non nella parola alcol. E l’abuso va evitato ovunque. Certamente l’abuso di alcol è una piaga dei nostri giorni. L’abuso di alcol si combatte celebrando un buon bicchiere di vino in maniera saggia e responsabile.”
“Mio padre, astemio, pretendeva che a tavola ci fosse una bottiglia di vino”
Ma che legame ha Nicola Piovani con il mondo del cibo e del vino? “Io sono un appassionato dilettante di cucina, non sono esperto di vino, ma bevo e mi piace. Pensi che mio padre – ha confessato ad Alessandro Regoli – era astemio.
Lui veniva da una società contadina, una piccola comunità contadina del Viterbese.
Ma, in quella cultura, in cui era nato la potenza e la bellezza del vino era talmente forte che lui pretendeva che si mettesse la bottiglia di vino a tavola. Anche quando noi eravamo piccoli e non bevevamo. Perché dovevamo essere abituati alla bellezza e alla felicità di una bottiglia di vino a tavola.”
I ricordi legati ai pranzi con Federico Fellini, il poeta della quotidianità
E non poteva mancare un ricordo legato alla tavola e al grande regista Federico Fellini: “Ricordo non tanto le tavolate, ma le piccole comunità di 3-4 persone nei pranzi con Federico Fellini, che avevano qualcosa di epico perché lui era il poeta della quotidianità, della poetica minima. Sia che parlasse di Kafka, sia che parlasse delle linguine al tonno, se ci andava la cipolla o l’aglio (questa fu una discussione), lui riusciva sempre a far volare tutto quanto, a far volare la bellezza della tavola.”
“Quando mi blocco di fronte alla bellezza di un paesaggio o di un tramonto”
Sul rapporto tra musica e natura Piovani non ha dubbi: “A me succede spesso che di fronte alla bellezza della natura, di un paesaggio, di un tramonto, mi blocco, non scrivo più musica. Perché è tutto già talmente bello, tutto già talmente armonico per cui è difficilissimo tradurre. Venivo qua, vedevo tante gradazioni di verde. Penso se io fossi un pittore sarei paralizzato da tutto questo, perchè vedi già cosa ha fatto la natura. L’arte parte da qui per portarci dentro anche le complicanze. Perché la musica è da un lato armonia e da un lato dissonanza. E può simboleggiare la lotta fra l’armonia e la dissonanza. L’arte – conclude Nicola Piovni – racconta la vita.” Parole sagge. Chapeau!
In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)
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