Il mondo incorona la Riserva Lunelli 2015 

Il Trentodoc della casa spumantistica Ferrari premiato come "number one" dalla rivista americana The Wine Enthusiast nella graduatoria dei 100 vini da sogno.

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Il mondo incorona la Riserva Lunelli 2015 

Il Trentodoc della casa spumantistica Ferrari premiato come “number one” dalla rivista americana The Wine Enthusiast nella graduatoria dei 100 vini da sogno. Gi altri prestigiosi riconoscimenti: dall’Alto Adige alla Sicilia l’Italia si conferma superstar.

Marcello, Camilla, Matteo e Alessandro Lunelli festeggiano l’Oscar conquistato negli Stati Uniti

Campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo! Lo urlò per tre volte l’11 luglio 1982 Nando Martellini al triplice fischio che decretò il trionfo degli Azzurri sulla Germania a Madrid nella finale dei mondiali di calcio in Spagna.

Un urlo che possiamo ripetere dopo l’incoronazione della rivista americana “The Wine Enthusiast” che nella classifica dei 100 vini da sogno ha collocato sul gradino più alto del podio un monumento della spumantistica italiana: il Trentodoc Riserva Lunelli 2015. 

L’expoit della casa spumantistica Ferrari completa il trionfo della “maison” trentina che qualche giorno fa aveva sbaragliato tutti i concorrenti (Francia compresa) al campionato mondiale «The Champagne & Sparkling Wine World Chanpionships» 2025.

La Riserva Lunelli 2015 al primo posto della “Top 100 Cellar Selection”

Ferrari Riserva Lunelli

L’autorevole magazine americano, fondato da Adam Strum, punto di riferimento internazionale per appassionati, collezionisti e professionisti del settore, ha inserito il Trentodoc Riserva Lunelli 2015 al primo posto della “Top 100 Cellar Selection”.

Il prestigioso riconoscimento conferma una volta di più la leadership nella spumantistica mondiale della “maison” trentina guidata dalla famiglia Lunelli, già più volte incoronata “Sparkling Wine Producer of the Year” da Tom Stevenson che ogni anno organizza il «The Champagne & Sparkling Wine World Chanpionships». 

Ed è l’ennesima conferma dell’eccellenza raggiunta dal Trentodoc bollicine di montagna in campo nazionale ed internazionale. 

Ventidue le etichette italiane premiate: dal Trentino Alto Adige alla Sicilia

Terlaner gran couvèe

La rivista americana ha premiato 22 etichette italiane e tra le prime dieci figura, oltre alla Riserva Lunelli, un’altra bollicina tricolore, un Franciacorta Rosé del Barone Pizzini, entrambe premiate per la capacità di evolversi e sorprendere nel tempo grazie ad una straordinaria longevità che è la capacità di un vino di dare il suo meglio con il passare degli anni. 

Requisito fondamentale perchè possa definirsi un “fine wine”.

 Nella classifica stilata da “Wine Enthusiast”, emergono – dal Trentino Alto Adige alla Sicilia – altri grandi vini italiani con alcune indicazioni interessanti, come il dominio dei vini a base Nebbiolo, quasi tutti delle Langhe, vini da grandi invecchiamenti.

 Cosi come è certificata la spettacolare crescita dei vini bianchi dell’Alto Adige grazie alla capacità di alcuni produttori di realizzare gemme di longevità anche in territori in cui questa caratteristica non è la cifra distintiva a livello globale.

Sul podio due vini americani e poi un piemontese, un toscano e il Soave di Inama 

L’enologo Rudi Kofler, kellermeister della Cantina altoatesina di Terlano

Così, scorrendo la lista, dopo la Riserva Lunelli 2015, completano il podio due vini americani: il Farrow Ranch Cabernet Sauvignon 2021 di Apertura (California) e lo X Novo Vineyard Pinot Noir 2023 di Walter Scott (Oregon).

 Al quarto posto troviamo il Barolo Berri 2021 di Trediberri, mentre chiude la “Top 10” una delle perle della Franciacorta (a conferma della crescita qualitativa della spumantistica tricolore, anche nel segno della longevità), ovvero il Franciacorta Rosè Riserva Bagnadore 2011 di Barone Pizzini.

 All’undicesimo posto, primo dei due toscani in classifica, troviamo l’Igt Toscana Saffredi 2021, taglio bordolese della Fattoria Le Pupille (Maremma) davanti al Soave Classico Foscarino 2022 di Inama (12° in classifica), altro vino classico del territorio “bianchista” più celebre del Veneto: la zona del Soave. 

L’Alto Adige premiato con due grandi bianchi: Cantina Terlano ed Elena Walch

Lo sguardo compiaciuto di Elena Walch di fronte alle figlie Julia e Karoline

Di classico in classico, al 18° posto troviamo una pietra miliare dei grandi bianchi da invecchiamento italiani, l’Alto Adige Terlarner I Grande Cuvéè della celeberrima Cantina di Terlano, davanti ad un altro nome celebre delle Langhe: Marcarini che precede il Barolo La Serra 2021 e un’altra grande firma che ha consacrato l’Alto Adige come terra di vini bianchi longevi, come Elena Walch, con il suo Kastelaz Gewürztraminer 2022. 

Al 41° posto troviamo la nobiltà del vino siciliano: il Didacus Cabernet Franc 2020 di Planeta, il vino dedicato al fondatore della cantina, Diego Planeta, oggi guidata da Santi, Alessio e Francesca Planeta. 

Al 45° posto ancora il Nebbiolo, con uno dei vini più celebri della Valtellina, ovvero il 5 Stelle Sfursat 2020 di Nino Negri, cantina del Gruppo Italiano Vini, mentre, al 59° si torna ancora in Toscana con un vino di grande lignaggio come l’Oreno 2022 di Tenuta Sette Ponti della famiglia Moretti Cuseri, altro Igt Toscana e taglio bordolese che nasce tra i vigneti del Valdarno.

Al 62° posto si torna nelle Langhe con il Barolo Il Bricco 2021 della storica cantina Pio Cesare, oggi guidata da Federica Boffa. 

Al 68° posto, invece, troviamo il primo e unico Sangiovese della lista, ovvero il Romagna Predappio Sangiovese Riserva 2020 Le Lucciole di Chiara Condello, tra le giovani produttrici italiane si stanno facendo sempre più spazio sul palcoscenico del vino. 

Meritato riconoscimento anche al Timorasso del vignaiolo Walter Massa

Walter Massa, il vignaiolo piemontese che ha riscoperto e salvato il mitico Timorasso

Scorrendo la classifica troviamo un quartetto tutto a base Nebbiolo, tra Piemonte e Lombardia, con il Barbaresco Serraboella 2022 di Fontanabianca al 77° posto, il Barolo Cerretta 2021 di Giovanni Rosso al 78° posto, il Gattinara Riserva 2019 di Travaglini all’83à posto ed il Valtellina Superiore Inferno Flammante 2020 di Tenuta Scerscé al 91° posto. 

Sempre in Piemonte al 95°posto troviamo poi uno un bianco autoctono, raro e prezioso, il Timorasso, nella versione firmata da Walter Massa, ovvero il Derthona Montecitorio 2022 di Vigneti Massa.  

Al 97° posto, ancora un vino bianco dell’Alto Adige: il Sàcalis Riserva Sauvignon Blanc 2021 di Ansitz Waldgries, mentre al 100° posto chiude la classifica il più classico dei “dulcis in fundo”: il Sagrantino Passito 2017 dell’azienda Antonelli San Marco di Montefalco.

In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)

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