Calici Ribelli degusta Campagnari

Nuova degustazione del gruppo informale Calici Ribelli dell’azienda Campagnari di Goito

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Calici Ribelli non è semplicemente un gruppo che beve vino. È un’eterogenea banda di appassionati che, armati di bicchiere, curiosità e spirito critico (a volte più o a volte meno), si riunisce periodicamente per esplorare il panorama vitivinicolo, e gustare nuovi prodotti, ospitati nella nuova veranda dell’Osteria al Barbesin di Cologna Veneta (Vr).

Ultima tappa Goito

L’ultimo incontro è stato con la cantina dei Fratelli Campagnari di Goito, un’azienda nata dalla passione di papà Michele per il vino e lasciata poi in gestione alle giovani figlie Maria e Marta.

Michele, reduce da un viaggio in champagne oltre 30 anni fa, intuisce che la sua terra, le colline moreniche a sud del Lago di Garda, potrebbe avere delle grandi potenzialità per produrre vino di qualità ed inizia a sperimentare e a produrre nei 10 ettari vitati di proprietà, varie tipologie di vino.

Il microclima del lago di Garda

Un microclima mite e stabile, definito anche mediterraneo alpino.  Incastonato tra Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige, il Lago di Garda influenza il clima delle aree circostanti rendendolo più temperato rispetto alla pianura con la sua grande massa d’acqua che agisce come regolatore naturale della temperatura: in inverno rilascia calore mitigando il freddo, mentre in estate lo assorbe in parte, evitando temperature troppo elevate. Fondamentale anche il ruolo dei venti locali, come il Pelèr del mattino e l’Ora del Garda del pomeriggio, che garantiscono una ventilazione costante. È grazie a queste condizioni favorevoli e ai terreni morenici, che la zona risulta particolarmente vocata alla viticoltura ospitando importanti denominazioni come Lugana DOC e Bardolino DOC.

Le scelte di Campagnari

La scelta dei vitigni, se non appare scontata vista la zona, rientra nella filosofia dell’azienda che, negli anni si è focalizzata nella produzione di Metodo Classico. Ecco allora Chardonnay, Pinot nero e Pinot Bianco, al posto del Meunier per scelta sia climatica e che stilistica.

Scelte risultate ad oggi vincenti data la deriva pressoché totalitaria presa a favore del Metodo Classico.

Suolo e Sostenibilità

Colline moreniche tra i 100 e 200 metri di dislivello e la brezza lacustre qui chiamata «Suer» sono i cardini su cui Campagnari basa la sua produzione, insieme ai principi di sostenibilità, certificata con marchio SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata), che garantisce e detta le regole sull’uso di prodotti agricoli, di tecniche sostenibili e controllate, riducendo l’uso di pesticidi e l’impatto ambientale con tracciabilità della filiera e controlli da parte di enti certificatori, per tutelare ambiente, produttori e consumatori.

I vini di Campagnari

I grappoli, vendemmiati già in agosto per preservarne l’acidità, vengono pressati interi molto sofficemente senza l’eliminazione del raspo. Una volta pronte le bottiglie per la rifermentazione, vengono messe in cataste e lasciate riposare per 36 mesi o più, fino a creare sette tipologie di Metodo Classico che spaziano dal brut al Nature con diversi tempi sui lieviti, fino ad arrivare al 120 mesi, un compendio di nocciola, crosta di pane e burro con ancora ben presente la mineralità.
Vini dall’ottimo rapporto qualità prezzo che hanno soddisfatto il palato dei «ribelli» per il loro equilibrio, la loro eleganza ed una bolla cremosa e persistente.

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