Bagnacavallo celebra il vino con un brindisi europeo

Sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio la città romagnola ospiterà i gioielli di cinque Paesi del Vecchio Continente. Sul red carpet sfileranno le prestigiose etichette di Italia, Francia, Austria, Germania e Slovenia. Un evento internazionale aperto ai wine lover, ai ristoratori, agli enologi, ai sommelier, ai professionisti del vino e ai giornalisti del settore.

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Bagnacavallo celebra il vino con un brindisi europeo

 
Brindisi, tutto al femminile, a tavola con il vino di tutti i giorni
Sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio la città romagnola ospiterà i gioielli di cinque Paesi del Vecchio Continente. Sul red carpet sfileranno le prestigiose etichette di Italia, Francia, Austria, Germania e Slovenia. Un evento internazionale aperto ai wine lover, ai ristoratori, agli enologi, ai sommelier, ai professionisti del vino e ai giornalisti del settore.
 
 
 
È iniziato il conto alla rovescia per il taglio del nastro della prima edizione dell’evento «Bagnacavallo in un bicchiere», la grande festa del vino dedicata ad alcune iconiche etichette «glamour» italiane e internazionali.
Sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio, il nuovo «Salotto del Vino» – ricavato dal recente restauro dell’ex Mercato coperto di via Francesco Baracca – aprirà le porte ai wine lover, ai ristoratori, ai sommelier, ai giornalisti del settore e agli amanti della buona tavola.
Una location d’eccezione che per la prima volta ospiterà una manifestazione di prestigio internazionale. 
 

Una vetrina prestigiosa per Bagnacavallo, culla del mitico Bursòn


Per la città romagnola che è la culla del mitico Bursòn, un antico vitigno che sembrava destinato all’oblio, l’evento «Bagnacavallo in un bicchiere» sarà una vetrina internazionale prestigiosa e coinvolgente soprattutto per i wine lover che potranno degustare le ultime novità: vini bianchi, rossi, rosati, bollicine (dallo Champagne agli spumanti italiani metodo classico) oltre ai vini passiti e da meditazione, compresi gli Eiswein (vini ghiaccio) del Burgenland.
Cinque le nazioni del Vecchio Continente che sfileranno sul red carpet del «Salotto del Vino»: Italia, Francia, Austria, Germania e Slovenia.

 

La copertina del catalogo ritrae l’iconica Piazza ellittica con i portici


Per l’occasione è stata realizzata una guida dettagliata che raccoglie tutte le cantine presenti e le etichette in degustazione, con spazi riservati alle note personali e la possibilità di acquistare le bottiglie a prezzi scontati.
Un particolare curioso riguarda la copertina del catalogo: ritrae Piazza Nuova, uno dei simboli di Bagnacavallo, già celebre per essere stato protagonista in passato di una storica pubblicità di un famoso pastificio. La piazza, a forma ellittica è circondata da un portico costituito da trenta archi a tutto sesto che poggiano su pilastri squadrati con muratura a vista.
Fu edificata nel 1758 come luogo per la vendita e la contrattazione delle merci, sede per macellerie, pescherie e botteghe artigiane.
Antesignana dei moderni centri commerciali, la piazza oggi è il monumento più visitato di Bagnacavallo.
 

La Romagna riscopre, grazie al vino, la sua antica vocazione

L’ingresso alla struttura è gratuito, mentre le degustazioni sono riservate ai possessori della «Wine Card». Sono disponibili tre opzioni: card da tre assaggi, da otto, oppure la formula illimitata.
Con questa manifestazione, Bagnacavallo punta a riscoprire la sua antica tradizione espositiva che, già negli anni Ottanta, richiamava migliaia di visitatori.
L’iniziativa, promossa dall’Associazione dei commercianti «Bagnacavallo fa centro» in collabrazione con l’Enoteca veneziana dei Dogi di Vanni Berna e il 
giornale nazionale di enogastronomia e turismo “EgNews-AdnKronos”, mira a rivitalizzare il cuore della città, invitando il pubblico a passeggiare tra le attività locali.

L’ex mercato coperto si conferma così una cornice ideale per eventi «slow», dove il piacere di un calice di vino incontra il piacere della convivialità.

La riscoperta del mitico Bursòn e quell’uva amata dagli uccellini

 
Parlavamo del Bursòn. La riscoperta di questo antico vitigno di Bagnacavallo risale agli anni Cinquanta del secolo scorso grazie all’intuito del patriarca della famiglia Longanesi, Antonio. Dopo aver notato nel podere di casa che i grappoli della vecchia vite, abbarbicata ad una quercia, erano diventati un richiamo irresistibile per gli uccellini soprattutto in autunno inoltrato, Antonio Longanesi decise, assieme al fratello, di misurare il grado zuccherino. E il responso fu incredibile: 24 gradi Babo. Vendemmiarono i pochi grappoli e vinificarono le uve. I risultati furono lusinghieri soprattutto se confrontati con le modeste gradazioni del Sangiovese e dell’Albana che in quelle zone superavano a stento i 10 gradi alcolici.

Ultima curiosità dell’uva Longanesi: quando il grappolo è maturo, uno degli acini (chissà come mai) rimane verde. Quando anche questo diventa rosso è il segnale che può iniziare la vendemmia.
A quel punto i fratelli Longanesi raccolsero le marze e dopo un paio d’anni misero a dimora queste barbatelle. Era nata l’uva Longanesi che grazie all’appassimento (la tecnica usata in Valpolicella per l’Amarone) ha riportato in auge il mitico Bursòn. Un vino che sembrava destinato all’oblìo, 
dai sapori intensi, apprezzato da chi ama il vino schietto, sincero e genuino dei contadini di un tempo.

In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)

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