Al via in Portogallo la stagione della “decortica”
Nelle foreste dell’Alentejo le querce vengono “spogliate” della corteccia che dà origine a uno dei materiali naturali più straordinari al mondo: il sughero, una scelta concreta di sostenibilità per il settore dell’enologia. Amorim è l’azienda leader in Italia (con la filiale di Conegliano) e nel mondo per la produzione di tappi in sughero.

Benvenuti in Portogallo, per la precisione nelle foreste dell’Alentejo. Qui, in questi giorni, tra giugno e luglio, si celebra il rito della “decortica”, operazione manuale di rimozione della corteccia delle querce da sughero, una vera e propria spogliazione che dà origine a uno dei materiali naturali più straordinari al mondo: il sughero. Una festa, un rito, un processo ciclico che avviene ogni nove-dieci anni, cui ho assistito alcuni anni fa ospite del colosso Amorim, leader mondiale dell’industria del sughero. Un gesto antico che rigenera le foreste.
La corteccia di sughero fa un suono secco quando si stacca dall’albero e ciò avviene quando si presentano le condizioni ideali per la perfetta posizione della linfa tra il fusto della pianta e la sua corteccia. Solo in questo periodo è possibile togliere la corteccia agevolmente, con un abile movimento che solo mani esperte sanno praticare. È per questo che la “decortica” è l’attività agricola meglio pagata al mondo: sono pochi a possedere le competenze e a tramandarsi la manualità necessaria per eseguire tale operazione. Si tratta di persone che vivono nelle zone della foresta per le quali tale attività diventa una preziosa opportunità di lavoro.
Il sistema rigenerativo delle querce rappresenta uno degli ecosistemi più preziosi
Per Amorim la “decortica” rappresenta molto più di una raccolta agricola: è un passaggio importante, l’inizio di un processo che unisce sapere artigianale, rispetto dell’ambiente e innovazione sostenibile. Avviata nei giorni scorsi, accompagna il meticoloso lavoro nelle foreste portoghesi fino alla fine di luglio. Quest’anno, secondo le previsioni, sarà una stagione regolare, in linea con la media dell’ultimo decennio.
Si tratta di un’attività che richiede esperienza, precisione e profonda conoscenza della pianta. Infatti la corteccia viene rimossa senza arrecare alcun danno all’albero, in un’operazione delicata tramandata di generazione in generazione. È proprio dopo la “decortica” che la quercia da sughero esprime al massimo il proprio valore ambientale, poiché attiva un naturale processo rigenerativo che può aumentare fino a cinque volte la sua capacità di assorbire anidride carbonica. Le sugherete rappresentano, così, uno degli ecosistemi più preziosi del bacino mediterraneo, fondamentali nella lotta contro i cambiamenti climatici e la desertificazione.
Il sughero, una scelta concreta di sostenibilità per il mondo dell’enologia
In questo contesto si inserisce anche il nuovo studio Life Cycle Assessment sviluppato da Amorim, che conferma come il tappo in sughero sia l’unica chiusura per vino con un’impronta di carbonio negativa. Questo significa che, lungo il proprio ciclo di vita, il tappo in sughero è in grado di trattenere più CO₂ di quanta ne venga emessa per produrlo. Un risultato che rafforza ulteriormente il ruolo del sughero come scelta concreta di sostenibilità per il mondo dell’enologia e oltre. Lo studio, sviluppato da Amorim in conformità alla norma ISO 14067, conferma come il tappo in sughero sia l’unica chiusura per vino a presentare un’impronta di carbonio negativa entro i confini del sistema analizzato.

Questo significa che, all’interno di tali limiti definiti (dalla foresta fino alla conclusione del processo produttivo), i tappi sono in grado di trattenere più CO₂ di quanta ne venga emessa per produrli. Un risultato che rafforza ulteriormente il ruolo del sughero come scelta concreta di sostenibilità per il mondo dell’enologia e oltre.
“Dietro ogni tappo in sughero c’è un patrimonio naturale unico e una filiera costruita sul rispetto della foresta” afferma Daniele Stangherlin, direttore commerciale Amorim Cork Italia. “La decortica – aggiunge – è uno dei momenti più emblematici di questo equilibrio: un gesto che arricchisce la pianta, perché ne stimola la capacità rigenerativa. È anche grazie a questo processo virtuoso che il sughero continua a rappresentare la soluzione più sostenibile e qualitativamente performante per la conservazione del vino.”
La riforestazione come salvaguardia di un patrimonio ambientale unico
Il tempo è uno degli elementi chiave di questo ecosistema. Dalla piantumazione della quercia alla prima decortica trascorrono circa 25 anni, mentre ne sono necessari oltre 40 affinché l’albero produca sughero adatto alla realizzazione dei tappi. Una risorsa preziosa e rinnovabile che può continuare a essere raccolta ogni nove-dieci anni.
Parallelamente, Amorim prosegue il proprio impegno nella tutela e nello sviluppo delle foreste di querce da sughero. L’azienda conferma l’obiettivo di raggiungere la piantumazione complessiva di 1,5 milioni di nuovi alberi entro il 2030, contribuendo così alla salvaguardia di un patrimonio ambientale unico. Continua inoltre il lavoro di ricerca sulle possibili applicazioni derivanti dal recupero delle ghiande, nell’ottica di valorizzare ulteriormente le risorse offerte dalla foresta mediterranea.
Dietro ogni tappo Amorim si trovano, quindi, mani esperte, innovazione tecnologica e una cultura produttiva che mette al centro il rispetto della natura. La “decortica” non è soltanto una fase della lavorazione del sughero, ma un rito che si rinnova ogni anno, capace di trasformare un gesto antico in un alleato concreto per il futuro del pianeta.

Corticeira Amorim è la prima azienda al mondo nella produzione di tappi in sughero. Nel 2025 ha registrato vendite consolidate pari a 861 milioni di euro, mantenendo la sua leadership storica.
Il Gruppo conta un totale di 61 filiali di cui 41 distribuite nei principali Paesi produttori di vino. Esporta in più di 100 Paesi e ha le sue aziende in 30 Paesi nei cinque continenti.
La più importante filiale del Gruppo Amorim è in Italia a Conegliano (Treviso) ed è guidata dall’amministratore delegato Carlos Veloso dos Santos. Con i suoi 75 dipendenti e un fatturato di 74 milioni di euro, l’anno scorso ha completato il raddoppio della sede produttiva, con un investimento da 6,5 milioni di euro.
La leadership di Amorim Cork Italia è dovuta ad una solida rete tecnico-commerciale distribuita su tutto il territorio della Penisola, ad un efficace servizio di assistenza pre e post vendita, ma anche all’avanguardia dei suoi sistemi produttivi e gestionali e soprattutto del suo reparto Ricerca&Sviluppo, al quale si associa una spiccata sensibilità per la tutela dell’ambiente e in particolare per la salvaguardia delle foreste da sughero.
Grande importanza riveste anche la componente virtuosa delle risorse umane, con una serie di iniziative di work-life balance per una migliore armonia tra vita personale e lavorativa della grande famiglia Amorim.
Tra gli ultimi grandi traguardi raggiunti, infine, il compimento perfetto dell’economia circolare grazie alla linea Suber, arredo di design nato dalla granina dei tappi raccolti dalle onlus del progetto Etico e riciclati.
Un’opera di sostenibilità divenuta anche culturale grazie alle mostre “Sughero-Metaforme, le mille vite di uno straordinario dono della natura, il sughero” per valorizzare l’elemento sughero e “Il passo del viandante” dedicata al territorio dove la filiale ha le proprie radici.
In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)




