Tutti a tavola in buon ordine
Un tempo, nelle buone famiglie, all’annuncio della domestica «La Signora è servita» la padrona di casa si alzava, iniziava la processione verso la sala a pranzo, rispettando un ordine gerarchico. Tutti sapevano qual era il loro posto nella fila e gli uomini usavano porgere il braccio alle signore.
1.Avviarsi alla tavola
Di questi tempi, la struttura interna di certe abitazioni “signorili” che resistono ai restauri totali consente d’avere uno spazio per ricevere e uno per pranzare, secondo quello che sugli annunci immobiliari viene definito “salone doppio”. Qui, se vogliamo essere inappuntabili nelle nostre buone maniere, osserveremo questo criterio: per prime si avviano le signore lasciando che sia la più ragguardevole a precedere, mentre le più giovani seguono e la padrona di casa dopo tutte, poi si avviano gli uomini. Chiude il padrone di casa.
Quante volte ho notato la ritrosia di certe signore a muoversi per prime e viceversa le più giovani e sgambettanti guadagnare la postazione del tavolo in pochi secondi. E altrettanto ho assistito a cerimonie tra gli uomini «Prego prima lei», «No lei, si accomodi». Io, in casa mia, quando è giunto il fatidico momento, mi rivolgo con un sorriso alla signora di maggior riguardo e dico «Prego, vogliamo andare a tavola?», così tutti capiscono che sarà lei la capofila tra le signore. Mio marito fa la sua parte e con un gesto garbato indica la strada al più ragguardevole.
Alcuni signori, però, facilmente mettono in atto un sorpasso e si infilano nel corteo per posizionarsi accanto alle loro mogli, non sapendo, forse, che i posti a tavola sono già assegnati.
In altre abitazioni e specialmente in quelle modernissime il salotto e il tavolo da pranzo sono nel medesimo ambiente, e talvolta vi è ubicata anche la zona cucina, open space si dice. Questa disposizione rende più facile lo spostamento delle persone, quindi niente corteo. Tuttavia non va dimenticato mai il valore della cortesia: le signore lasceranno la prima mossa alla più autorevole tra loro, le più giovani staranno indietro, gli uomini ultimi, anche loro possibilmente graduati per età. Non è difficile.
2.Prendere posto
Dove mi metto? è la domanda che spesso esce spontanea. Il prendere posto è un momento di incertezza per tanti. Si arriva davanti alla mensa imbandita e ci si blocca facendo gruppo. Se l’occasione del convivio ha una certa solennità, da perfetta padrona di casa io predispongo i segnaposto con il nome degli ospiti davanti a ciascun piatto, e trovo il modo di preannunciarlo ai commensali.
Quando ci sono i segnaposto, ognuno, discretamente raggiunta la propria postazione, dovrebbe restare in piedi dietro la sedia, finché la signora più autorevole non si è accomodata. Ahimè, non tutti gli uomini sanno che a loro tocca sedersi dopo le signore. Ciò vale nelle case quanto nei ristoranti!
Nessuno dovrebbero piazzarsi, di propria iniziativa, vicino a chi vuole lui, a meno che non si stia in trattoria. E deve ben guardarsi dallo spostare le targhette coi nomi, qualora fosse stato collocato lontano da persone di suo gradimento! Quanto detesto questi “furbetti”. Quanto scompiglio portano!
Nei ritrovi informali, invece, non ritengo opportuni i segnaposto ma ovviamente i posti in casa mia io li assegno secondo i criteri ben noti. Non appena gli ospiti varcano la zona pranzo indico cortesemente ad ognuno la loro sedia e li ritengo consapevoli dei criteri dettati dall’etichetta, incluso che i coniugi vadano divisi mentre le coppiette di fidanzati no.
Io adotto una accortezza in più: se tra i miei invitati ci sono persone di minor confidenza con la mia casa, riservo loro il lato della tavola che guarda lo spazio aperto, non quello che le costringerebbe ad avere davanti la parete. Anche in ristorante il posto migliore è quello rivolto alla sala.
Un tempo si cercava di avere invitati sempre a coppie o dei single “accoppiabili” in modo da salvaguardare la regola che vuole l’alternanza di genere tra i convitati. Ma anche questo criterio si sta perdendo, per forza di cose; quale single, uomo o donna che sia, si formalizza ormai se il suo sesso prevale sui presenti e a tavola avrà accanto un proprio simile? In ogni caso, ho cura che a stretto contatto di gomito si dispongano persone con interessi comuni, il che favorirà la conversazione.
E certo non sistemo vicini i colleghi di lavoro, altrimenti, sai quanto gossip … e quanta noia per gli altri presenti!
Donna Maura
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