L’Oltrepò di Elena Franco
Siamo a Rovescala, in provincia di Pavia, a ridosso delle colline del piacentino. L’Azienda Agricola Fortesi vinifica sin dal 1880 su pendii dolci esposti a Sud-Est. Oltre ai 6 ettari impiantati a Croatina, Elena microvinifica i vecchi vitigni scomparsi con particolare attenzione all’ ”Uva Rara”, all’ ”Uva della Cascina” ed alla “Moradella”.
Elena Franco abbandona il mondo della giurisprudenza per unirsi in sinergia con il marito Filippo nella produzione della Bonarda. Insieme ad altri piccoli produttori dell’oltrepò si unisce al gruppo InOLTRE, che accomuna i produttori desiderosi di unire le forze per presentare vini sempre di maggiore qualità. Donna simpaticissima e molto solare ci racconta la sua visione vino italiano:
“Come la “Franciacorta” anche noi in “Oltre .Po.” puntiamo su un progetto di valorizzazione nell’identità del territorio e sull’espressione di tutte le sue potenzialità, latenti ormai da più di trent’anni.”
Si risente della recessione economica e quindi è più comodo provare a lanciare un prodotto all’estero piuttosto che in Italia, ma è proprio il lavoro fatto sulla zona e per la zona che può promuovere il vino italiano di qualità, la Sicilia dà esempio. Chi non si impegnerà in questa valorizzazione credo che in un futuro prossimo farà fatica a mantenere il proprio individualismo aziendale.
Come produttrice rimango sempre affascinata da come ogni territorio esprime se stesso e i suoi vitigni, ad esempio adoro il “Moscato di Trani” e mi piacerebbe vinificarlo qui in Oltre .Po., ma sono consapevole che qui da noi non potrebbe mai esprimersi come in Puglia, è per questo che punto sulla massima espressione organolettica dei nostri vitigni autoctoni, perché solo qui possono dare il meglio.
Io e mio marito manteniamo passione e lavoro costante in modo da migliorare l’identità non solo dell’azienda ma di tutta la zona. È per questo che non abbiamo progetti di espansione, credo però nell’idea che un domani la nostra azienda possa diventare un’agriturismo, espanderci nell’accoglienza piuttosto che impiantare nuovi vigneti potrebbe essere una realtà.
Intanto continuerò ad impegnarmi nella qualità della Bonarda, che purtroppo non è molto apprezzata nella nostra regione, infatti siamo più richiesti nelle regioni lontane e all’estero, come in Giappone e in una piccola parte della Francia.
Ogni annata riscopriamo la nostra passione nelle nostre uve e nelle loro fermentazioni, che sono o calme o tumultuose, ma sempre imprevedibili, proprio come le donne!”www.fortesi.com
www.inoltre-po.it
Raffaele Rendina
r.rendina@oliovinopeperoncino.it
Federica Nardello una ragazza Soave
Cantrina di Cristina Inganni, l’eretica del vino


