Saper potare le viti forse è stato il mestiere più antico del mondo, quando fin dal neolitico gli uomini capirono che dai tralci selvatici da cui pendevano quei meravigliosi dolci frutti a cascata potevano ricavarne alberelli a volontà per poi sfruttare il raccolto e ottenere il delizioso liquido inebriante.
I millenni hanno tramandato l’antico sapere, sempre più affinatosi e utilizzato per tutte le piante, onde renderle vigorose e mantenerle sane. La vite ha subito nel corso dei tempi tante travagliate vicissitudini, tra le devastazioni delle scorrerie barbariche e delle guerre di ogni secolo fin alla rovinosa epidemia della peronospora. Il viticoltore che ama ogni sua pianta, ogni filare, accarezza ogni foglia e ogni grappolo, studia ogni particolare con attenzione, passa ore e giornate a seguire lo sviluppo della vigna, adopera gli arnesi del mestiere a gesti misurati e interviene sempre al momento giusto.
Grazie alle scuole di Agraria e ai corsi universitari in Viticoltura ed Enologia disseminati capillarmente in ogni regione, gli “esperti” si sono moltiplicati e intorno al viticoltore ce n’è una schiera, con specifiche funzioni e competenze, dalla pianta alla cantina, dalla barbatella alla bottiglia. Ma ultimamente, con l’intensificarsi delle esigenze di mercato e soprattutto con la pia illusione che siano vincenti l’innovazione e la modernità di vedute, forse si è incrementata la presunzione del sapere nuovo rispetto al vecchio.
Non per niente ha tanto successo la Scuola Italiana di Potatura della vite, fondata nel gennaio 2010 a Cormòns da due tecnici friulani, Marco Simonit e Pier Paolo Sirch, aperta agli studenti dell’Università di Udine e inizialmente anche ai vignaioli friulani nonché di Slovenia e Croazia.
La scuola è il risultato di un lavoro iniziato vent’anni prima che ha sperimentato un nuovo metodo di potatura, assolutamente manuale, recuperato dalla tradizione, la cui prerogativa è di preservare la vite da malattie e permettere di raddoppiarne l’età, fino a cinquant’anni, nonché di dimezzare i costi in vigna. La sperimentazione è risultata adatta alle esigenze della moderna vitivinicoltura, quella dei sistemi di allevamento più intensivi, ad esempio la spalliera, il guyot o il cordone speronato.
Gli iscritti arrivano da ogni parte d’Italia e dell’Europa, e non solo studenti universitari. L’équipe di esperti, già denominati “personal trainer dei vigneti”, si avvale della collaborazione del prof. Attilio Scienza, dell’Università di Milano, uno dei luminari internazionali di viticoltura, e della prof. Laura Mugnai, dell’Università di Firenze, specializzata in patologia delle viti, nonché di altri specialisti.
Questi “preparatori d’uva” italiani sono considerati i migliori consulenti a livello internazionale, chiamati dalle più prestigiose case vinicole italiane (dal Friuli al Piemonte, dal Trentino Alto Adige alla Toscana alla Sicilia) ed estere (Portogallo, Spagna, Francia, Svizzera, Austria, Germania). In Francia hanno operato nella zona del Bordeaux e recentemente sono stati ingaggiati nello Champagne.
Il mestiere di potatore, dato ormai per scomparso, riprende il suo ruolo centrale nella filiera del vino e può offrire ai giovani e anche ai meno giovani che cercano lavoro un’ottima possibilità di impiego.
Maura Sacher
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Se quest’anno in tutta Italia la Festa della Repubblica si svolgerà in tono ispirato alla sobrietà eliminando in primis gli sfarzosi banchetti e rinfreschi tradizionalmente offerti ad autorità e personalità nelle sedi istituzionali, a Kiev, in Ucraina, in occasione delle “Giornate Italiane” organizzate dalla Ccpiu (Camera di commercio italiana per l’Ucraina), verrà dato il massimo risalto ai settori food & wine, accanto ad altri pregevoli settori del Made in Italy.
Secondo gli organizzatori «Lo scopo è quello di andare oltre la semplice promozione del prodotto puntando a quanto è di più stretto interesse per l’imprenditore, in particolare in questa difficile fase congiunturale: la vendita».
Il 1° giugno alle ore 14, stando al Programma, prenderanno il via i “Seminari del gusto” aventi come obiettivo la formazione e la trasmissione della cultura eno-gastronomica italiana, destinatari gli operatori locali. Alle 20.30 è previsto un Gran Galà nel parco di Casa Ucraina.
Oltre all’enogastronomia non mancheranno gli stand degli altri settori che rendono l’Italia leader nel mondo: fashion, design, turismo e artigianato locale in genere.
Main partner Unicredit assieme a Ferrero, Todini/Salini, GB Parner, Okko/Terrin, Ukarine International Airlines e Iveco, che chiuderà la Gran Parata del design automobilistico italiano, inizio alle ore 11 del 2 giugno, con il “Camion dell’Anno” dal rimorchio appositamente trasformato a palcoscenico per ospitare gli artisti che realizzeranno un “mobil-festival” della musica italiana.
Maura Sacher
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Tutto esaurito al museo del tessuto per i sapori vintage della convivialita’. La tradizione di accogliere amici e parenti attorno a una tavola imbandita con biscottini e vermouth bianco di Prato si racconta nel terzo incontro dedicato ai prodotti tipici Pratesi.
Il nostro percorso inizia da Parenzo, a pochi chilometri dal confine italiano, città dalla storia millenaria che ha vissuto un passato di capitale dell’Istria, con un ricco patrimonio architettonico: dalle tracce di edifici romani, ai palazzi nobiliari in stile veneziano, alla basilica Eufrasiana, costruita nel 6° sec. d.C. dal vescovo Eufrasio dal 1997 patrimonio mondiale tutelato dall’Unesco con i suoi splendidi mosaici dorati, e gli interni barocchi del Palazzo della Dieta istriana.
Dopo tanti anni di osservazioni, di critiche e di intense partecipazioni “sul campo”, il collega Carlo Ravanello ha deciso di esporsi in prima persona e, ricorrendo agli studi fatti ma, soprattutto, mettendo a frutto le esperienze altrui, ha iniziato una piccola attività agricola in terra di Sicilia dove ha acquistato una piccola Tenuta sulle pendici settentrionali del’Etna, con vista sull’imponente Montagna ma anche sul mare di Taormina.

