Molti sono i manuali che trattano delle buone maniere scritti da più svariati autori, allo scopo di far evitare imbarazzi e gaffe che potrebbero rischiare di pregiudicare la rispettabilità e anche l'immagine professionale di un individuo.

 

Sento talvolta dire che in quest'epoca attuale il "Galateo" andrebbe aggiornato, che sarebbe il caso di non tener conto di alcune di quelle che vengono chiamate regole, considerandole obsolete perché attribuite a Monsignor Giovanni della Casa. In poche parole c'è chi auspica la riscrizione in chiave moderna. Affermando ciò, ci si dimentica che il "galateo" non è nato nel 1500 e solo il termine è stato coniato da Monsignor Della Casa. Fin dai tempi più remoti esistevano regole di comportamento, sia connesse alla ritualità sacra sia alla formazione morale e civile dei giovani e delle donne. Troviamo antichi esempi nelle letterature ebraiche, greche, latine.

 

Trecento anni prima di Della Casa, fu scritto un trattatello sulle "Cinquanta cortesie della tavola" (Bovesin da la Riva, 1288) ossia sul modo di comportarsi in un convito e un bel numero delle raccomandazioni di Bovesin si ritrovano in Della Casa . Anche il trattato del Monsignore fiorentino è un'opera di precettistica, come è scritto nel titolo completo dell'opera: "Trattato di Messer Giovanni Della Casa, nel quale sotto la persona d'un vecchio idiota ammaestrante un suo giovinetto, si ragiona dei modi che si debbono o tenere o schifare nella comune conversazione, cognominato Galateo ovvero dei costumi". Esso non è un decalogo di regole e divieti, ma un ragionamento «su tutti quei comportamenti da evitare quando ci si trova in compagnia o in pubblico, suggerendo allo stesso tempo la giusta tenuta di condotta», seguendo l'imprescindibile precetto del rispetto verso gli altri e verso se stessi. Tutti i manuali di "buona creanza" che sono seguiti nei tempi non hanno fatto altro che aggiungere prescrizioni in conformità alle esigenze della società del momento, attualizzando quei dettami che risultassero anacronistici. È per questo motivo che sono stati contati più di 400 libri di galateo scritti nell'Ottocento e risultano sicuramente molti di più quelli del secolo scorso . Degli "ammaestramenti" di Giovanni Della Casa oggi c'è quasi nulla! E quello che ancora perdura, sono insegnamenti antichi di millenni! Chiarito questo e perdonatemi la foga, come ognuno sa, i principi delle buone maniere si estendono a tutti i rami delle relazioni sociali ed ovviamente riguardano anche il comportamento a tavola, anzi a tale proposito le regole sono talmente numerose e costituite da tali e tanti "divieti" che ci si può perdere come in un labirinto.

 

Questa rubrica non intende rappresentare una pubblicazione a puntate di un nuovo libro di galateo, a titolo personale me ne guarderei bene e non è neanche nella filosofia di Olio Vino Peperoncino; i miei interventi riguarderanno certo una serie di "regolette" ma cercheranno anche di spiegarne i significati, risalendo ove possibile alle lontane giustificazioni storiche. L'ambito generale sarà l'arte dell'ospitalità e il contesto specifico sarà il comportamento attorno alla tavola, perché credo che questo sia il tema più pertinente a questa rivista, con l'auspicio da parte mia e della redazione che a tutti possa fare del bene il recupero di valori che la vita frenetica quotidianamente tende a disperdere.

22/02/10

Le ricette della vita

Postato da Francesco Turri on

Teresa Vitale pp. 238, con 200 illustrazioni a colori, collana l'alingua, isbn 9788877708731, formato 21x29,7 cm, brossura con alette, indice alfabetico, di genere e degli ingredienti, € 28,00




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Le ricette ordinarie affidano il gusto a qualche stella del firmamento gastronomico.

Le ricette straodinarie traggono il gusto fino all'ammirazione delle stelle.

Le ricette della vita seguono, dal cielo e nel paradiso, il viaggio fra le stelle con il gusto della salute.


Teresa Vitale è nata a Vedano al Lambro nel 1966, vive e lavora a Milano. Autodidatta per vocazione. Amante del cibo buono. Sempre alla ricerca di nuovi sapori, odori e colori. E dell’altra luce.


Indici analitici in ordine alfabetico, di genere e portata, e degli ingredienti




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